La scelta di oli presente negli scaffali oggi è molto vasta: colori verdi-dorati e packaging accattivanti, complicate sigle e diciture di ogni genere, etichette che vogliono comunicare tutto o nulla, bottiglie più o meno manegevoli, e via discorrendo.

Trovare, però, un olio che non sia semplice condimento dei pasti che consumiamo, ma che ne esalti veramente il sapore e abbia anche qualità di estremo beneficio per la nostra salute, tuttavia, è una cosa molto più rara.

Come facciamo, dunque, a distinguere un olio che sia veramente buono, non solo di gusto ma anche di qualità?

Innanzi tutto, dobbiamo distinguere le varie tipologie di olio:

  • L’olio extra vergine di oliva, che è un olio ottenuto direttamente dalla molitura delle olive che tecnicamente si può definire come privo di difetti organolettici (ossia di sensazioni sgradevoli per il nostro palato).
    Per qualificarsi come tale deve rientrare all’interno di determinati parametri chimico-fisici ed essere giudicato idoneo in una seduta di assaggio professionale.
  • L’olio vergine di oliva, proveniente anch’esso direttamente dalle olive, può avere una mediana dei difetti più alta e livelli di pregi (fruttato, amaro e piccante) meno elevati.
  • Infine abbiamo gli oli lampanti e di sansa, che provengono dagli scarti delle olive e vengono raffinati per poi essere miscelati a oli extra vergini e vergini di oliva per ottenere olio di oliva.

Possiamo concluderne dunque che gli oli considerati migliori da un punto di vista organolettico e degustativo  sono gli oli extra vergini di oliva. Sono questi ultimi, tra l’altro, a contenere il più alto numero di polifenoli, che hanno enormi proprietà benefiche per la salute tra cui appunto quelle antiossidanti.

Ma i lati positivi dell’utilizzo dell’olio extra vergine di oliva in cucina non finiscono qui: se pensate, infatti, che esso sia solo un gustoso condimento da utilizzare a crudo vi sbagliate. L’olio oliva è infatti ricco di grassi monoinsaturi ( a differenza di altri oli, come ad esempio l’olio di mais o di soia che sono ricchi di grassi polinsaturi).

Questi ultimi, consentono una degradazione dell’olio più lenta durante il processo di cottura. Il processo di degradazione dell’olio, lo ricordiamo, porta alla formazione di sostanze tutt’altro che benefiche per la nostra salute. Perché dunque non sceglierne uno che ha caratteristiche antiossidanti e può invece avere effetti positivi sulla salute?

Il nostra excursus sulle meravigliose proprietà dell’oro liquido non finiscono di certo qui, ma per il momento questo dovrebbe farci riflettere due minuti in più quando ci troviamo davanti agli scaffali affollati dei supermercati, bombardati da una scelta apparentemente infinita.